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Si pensa che con un pennello in mano il bambino impari a disegnare.

Ma nel Closlieu, con un pennello in mano, il bambino impara a essere.

Arno Stern

Il Closlieu

closlieuCloslieu è il nome originario che Arno Stern ha dato al suo primo atelier di pittura a Parigi nel 1949, un luogo dov'è permesso a tutti vivere il gioco semplice e benefico del dipingere e dove l' Espressione, intesa nella sua accezione originaria di "pressione verso l'esterno", si manifesta solo grazie all'energia e all'armonia che regnano nel Closlieu, fuori da processi intenzionali e da pretese artistiche.

La stanza che ospita il Closlieu deve rispettare alcuni requisiti specifici per permettere il manifestarsi della formulazione. Lo spazio deve essere piccolo e accogliente, sempre pronto all'arrivo dei partecipanti; il foglio o i fogli, a seconda delle necessità individuali, vengono posti alle pareti: ogni bambino o adulto prende un foglio e lo appoggia al muro dove viene fermato con delle puntine. Al centro c'è la tavolozza su cui si susseguono 18 colori in pigmenti naturali e tre pennelli di setole morbide per ciascun colore. Le pareti sono ricche di segni multicolori sfuggiti dai fogli di chi ha dipinto nel Closlieu.

"Immaginate questo luogo sottratto alle pressioni della vita quotidiana! Immaginate la riunione, in questo luogo, di una dozzina di persone che hanno disimparato la competizione perché ciò che s’afferma qui, sono proprio le loro differenze – differenze di età, di personalità, di origine. Immaginate infine un’attività che ha le virtù di un gioco e la serietà di un lavoro sul quale si concentrano tutte le facoltà dell’essere."
Arno Stern

E' un luogo che porta alla concentrazione. La traduzione letterale del termine Closlieu è spazio protetto. La traccia che si produce qui è così protetta: 

  • da ogni forma di sollecitazione proveniente dall'esterno
  • da ogni giudizio estetico escludendo così ogni forma di competizione e interpretazione tra le persone che dipingono nel Closlieu
  • dal tempo e dallo spazio il dipinto infatti lo si può far durare quanto tempo si vuole e può essere grande quanto si vuole
  • dalla competizione perché all’interno del closlieu la diversità diventa stimolo di crescita e non occasione di scontro

Gli ateliers possono spostarsi rispondendo agli inviti delle insegnanti che credono nella validità della formulazione e per la felicità dei bambini si possono allestire negli ambienti scolastici, dove la conduttrice del gruppo di pittura permette agli studenti di far affiorare loro la formulazione nella sua piena identità. Ogni partecipante possiede una cartella dove deposita i propri lavori, che vengono custoditi nell'atelier e ripresa ad ogni seduta. Ogni volta che lui o un genitore vuole rivedere il lavoro fatto e scoprire l'evolouzione della Formulazione, può farlo accordandosi preventivamente con la conduttrice del closlieu che ha il tempo così di preparare il materiale.

Praticen

praticienIl gioco del dipingere è coordinato da un praticen, colui che è al servizio della traccia di ciascun partecipante al Closlieu, il cui "lavoro è far scoprire a ognuno il piacere del gioco del dipingere, della competenza al servizio della spontaneità" (Arno Stern). Il praticen aiuta ad utilizzare correttamente gli strumenti, previene i bisogni di ciascun partecipante al fine di rendere fluido il gioco del dipingere, crea un ambiente armonioso di rispetto e fiducia. La sua preparazione è basata sulla conoscenza della Formulazione secondo gli studi e la pratica di Arno Stern.

Poiché è servito, il bambino non viene mai distratto dal suo impulso creativo; egli può concentrarsi totalmente sul formarsi della Traccia. Naturalmente, non faccio nessuna differenza tra il piccolo e il grande, .........., ed essi si sentono presi sul serio, e godono della mia attenzione, alla quale nulla sfugge.
(Arno Stern, Closlieu. Il chiostro dei colori, Bergamo, 2000)