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Si pensa che con un pennello in mano il bambino impari a disegnare.

Ma nel Closlieu, con un pennello in mano, il bambino impara a essere.

Arno Stern

La formulazione

UN CODICE UNIVERSALE ED ESPRESSIONE DELLA MEMORIA ORGANICA

Stern scopre in modo geniale (attraverso viaggi studio intrapresi in svariati paesi del mondo, compresi i villaggi dove la scolarizzazione non è ancora arrivata) che ogni persona, ricorre per la sua espressione alle stesse formule che sono nel nostro bagaglio genetico, a tale manifestazione dà in nome di Formulazione o Espressione Universale. Prima di essa si era creduto che il disegno infantile fosse il prodotto dell'immaginazione, di una fervida fantasia, in realtà, esso deriva da una necessità organica, e si compie secondo delle leggi specifiche e universali.

L’espressione è l’eco delle prime vibrazioni dell’organismo. Esse sono state conservate e registrate , ma non c’è riflessione che possa accedervi, il nostro linguaggio razionale non può farsene interprete. Dalle profondità della persona – come dagli stati sedimentari più antichi risalgono in superficie , depositate e ignorate dalla coscienza e si concretizzano in tracciati che essi impregnano del proprio contenuto segreto.
A. Stern, Homo Vulcanus

Inoltre, secondo Stern, al ricordo di esperienze passate si aggiunge la memoria delle sensazioni, impulsi, vibrazioni, che sono state le esperienze embrionali. Questa è la Memoria Organica, registrazione di avvenimenti di cui non siamo coscienti: "come gli avvenimenti geologici sono iscritti nelle rocce, come le peripezie della crescita si disegnano nel legno degli alberi." (Arno Stern. Sauvez l’expression!, 1980)

L’aspetto straordinario e illuminante di Stern, fu quello di comprendere la Formulazione: grazie a precisi e instancabili studi individua delle costanti nel disegno infantile. Essa possiede un repertorio di circa 70 figure, simili a quelle di un sistema linguistico, che Stern però sottolinea avere una “ funzione sostianzalmente diversa da qualunque lingua di comunicazione”.
Dal 1960 ad oggi sparisce via via nel pensiero di Stern l’idea che i bambini dipingono per comunicare o per rappresentare la realtà che l’adulto vede; ma sopratutto fa “tabula rasa” dell’idea che i bambini siano dei potenziali artisti ai quali insegnare qualsivoglia regola estetica o modello da riprodurre. Sottolinea, tuttavia, che “molte immagini della formulazione nascono da diversi percorsi evolutivi (…), così come alcune forme sono il punto di avvio per sviluppi in direzioni differenti”. La Formulazione nasce molto presto tra i bisogni dei bambini piccoli: le sue primissime tracce sono condizione delle capacità motorie . Poi si sviluppano secondo un processo programmato coerente e universale che non necessita di interpretazioni, bensì di comprensione delle sue forme e delle sue strutture.

Grazie alla Formulazione nascono parolenuove quali “figure primarie” , “fattori di spazio” , “figura strozzata” , ”accento espressivo” e tante altre ancora che daranno una spiegazione logica a quelle particolarità che nei disegni dei bambini vengono considerate ‘errori’ dagli adulti.

I risultati degli studi di Arno Stern, derivati da una lunga e rispettosa osservazione silenziosa dei bambini che dipingono, hanno modificato il modo di osservare l’atto del dipingere e, grazie alla Formulazione, hanno portato ad una conoscenza radicalmente nuova in questo campo.
Chi pratica la Formulazione si libera dalla dipendenza da modelli e sviluppa un'autonomia positiva. La Formulazione è un processo non lineare, ma frutto di concatenazioni e ramificazioni. Tale facoltà d'emissione non si produce che in condizioni propizie: è suscitata e stimolata nel Closlieu, spazio specifico e strutturato che la mette al riparo dai giudizi, dalle influenze e dalle distrazioni. La Formulazione non si apprende e non appartiene solo a certe fasce d’età o a certe tipologie di persone: nel bambino come nell’adulto, nell’anziano come nel disabile, la Formulazione riesce a manifestarsi attraverso un esercizio o meglio un gioco costante che come definì Piaget: il gioco ha una funzione centrale nello sviluppo di una sfera cognitiva personale e della singola personalità aiutando a sviluppare attitudini innate.

SAM 0404Il gioco ha un’importanza fondamentale nell’infanzia ma tale piacere non dovrebbe mai interrompersi, e come succede in natura non dovrebbe mai essere abbandonato. Permettere un atto gratuito e libero come il gioco corrisponde ad educare alla “creatività” invece di sollecitare nel bambino gesti produttivi che in realtà lo rendono dipendente da un sistema educativo. Il bambino che si trova di fronte ad un diverso atteggiamento, conserva intatto tutto il suo stupore nei confronti della vita, non è condizionato da alcuna nozione accademica. È attento a tutto quello che lo circonda, osserva, si forma alla sensibilità e dalla sua mente fluiscono intuizioni creative. Diventa dunque importante ridare ai bambini il diritto di giocare restituendo loro il ruolo e la serenità che caratterizzano quell’età. Purtroppo la richiesta del mondo esterno chiede al bambino qualcosa di molto simile a ciò che viene chiesto ad un adulto nella vita lavorativa.

Citazione dalla tesi di laurea dell'ostetrica Lina Peci

Le fasi della formulazione

  • Sono le prime tracce del bambino e non sono assolutamente volontarie e intenzionali ma si impongono, nella loro costituzione, come riflesso di registrazioni conservate nella Memoria Organica; fanno la loro apparizione in tutti i bambini (se li si lascia fare) in virtù di un’evoluzione del tutto interna, senza alcun apporto esteriore, e che avviene secondo una successione preordinata, geneticamente prescritta. Le due manifestazioni arcaiche di tutta la Formulazione dell’individuo sono Giroulis e Punctilis.

    In questa fase nessuna traccia del bambino ha riferimenti con il mondo esterno, che lui conosce ancora pochissimo e le cui capacità visive sono limitate. Questo modo di nascere della Traccia (come del resto ogni evento, in questa attività) è universale: per tutti i bambini è così, sempre così, soltanto così. Sono atti che contengono in sé la possibilità di tutti i gesti grafici, di tutte le forme e le figure future.

    FormulazioneF1 A
    FormulazioneF1 B
    FormulazioneF1 C
    FormulazioneF1 D
    FormulazioneF1 E

  • Ad un certo punto dell'evoluzione del bambino c'è l'intenzione di rappresentare qualche cosa inizia così una traccia che diventa ragionata e le Figure Primarie entrano in una nuova fase diventando così lo scheletro vivo, il naturale supporto di tutti gli oggetti che adesso il bambino vuole rappresentare.

    FormulazioneF2 A
    FormulazioneF2 B
    FormulazioneF2 C

  • Attraversata una fase momentanea d’eclissi delle Figure Primarie, nel periodo in cui nel bambino si fa più spinta l’esigenza realistica degli Oggetti-Immagine è di risorgere come Figure Essenziali, nude e pure, nell’Espressione matura dell’età adulta. Così è, per esempio, anche per l’avvolgimento a Spirale, che riemerge, in tutta la sua intensità, nelle grandi concentrazioni vorticose di molti “bambini grandi” del Closlieu. 

    Negli adulti la Formulazione quando si manifesta “ha la stessa natura organica e procura lo stesso infinito piacere”.

    FormulazioneF3 A
    FormulazioneF3 B